In ricordo del nostro nonno, Attilio Tessari, che è stato per noi, allora giovani nipoti, una figura autoritaria ma anche amorevole.
La sua passione per la campagna coltivata con amore che dà buoni frutti, le viti e, ancor prima, il tabacco, e il giardino con le sue piante, oramai secolari, e le sue lussureggianti aiuole fiorite, sono tra le foto impresse nella nostra memoria.
Ma il nonno è stato molto di più e ci piace ricordarlo in questa breve ma intensa biografia
Comm. Attilio TESSARI (9/2/1891-17/5/1976)
Maggiore degli Alpini
Ogni uomo lascia una traccia nel mondo. Attilio Tessari ha sempre vissuto sotto l’egida di una stella carismatica, che ha illuminato le vite di molte persone, a cavallo tra due ben secoli.
Nato a Monteforte d’Alpone (VR) nel 1891, la sua esistenza ha attraversato con coraggio e dignità gli anni bui delle guerre, ha cavalcato la ricostruzione e gli anni di piombo, si è spento nel 1976 nell’abbraccio della amata famiglia.
Quante orme vivide possiamo lasciare, nel silenzio, nell’impegno, per costruire un domani sereno per i nostri figli e nipoti.
Raccontare la sua vita è come tentare di rappresentare un sogno: ineffabile, vissuto giorno dopo giorno, con determinazione e concretezza che profumano di terra, brillano di cielo terso, ardono di focolare avito.
Attilio Tessari è nato e vissuto per la sua famiglia e per Monteforte d’Alpone, terzogenito di cinque fratelli, di cui due caduti in guerra.
Ha studiato all’Istituto Don Bosco di Verona, con cui ha sempre conservato un rapporto di amicizia e collaborazione, che gli è valso l’attestato di benemerenza come ex allievo.
Ha militato con gli alpini sin dalla prima guerra mondiale, un cuore di alpino gli batteva in petto, di combattente tenace e fedele, per cui ricevette la medaglia d’Argento al valore militare a Cima Lozza sul monte Ortigara con il generale Arturo Bertello, del VI Battaglione Alpini.
E alpino è sempre rimasto, finite le guerre, vicino ai suoi “veci e ai bocia” del Battaglione Verona del VI.
E’ stato socio fondatore dell’A.N.A. (Associazione Nazionale degli Alpini) di Verona e poi delle sezioni di Monteforte, Costalunga e Brognoligo, di cui era Presidente, oltre che della Banda musicale di Monteforte, a cui è stato dato il suo nome.
Famiglia e impegno civile hanno animato i giorni di questo uomo instancabile, imprenditore dall’animo generoso.
Sposatosi nel 1926 con Aurelia Pace, ebbe 6 figli e adempì gratuitamente e con entusiasmo l’incarico di sindaco di Monteforte d’Alpone, dal 1950 al 1952. Così divenne, senza ambirlo, con la modestia di chi tanto fa senza preoccuparsi di quel che si dice o della fama, un punto di riferimento per grandi e piccoli in paese. Attilio Tessari fu padrino di battesimo e cresima di tanti ragazzi, si impegnava a dare e cercare lavoro per chi ne aveva bisogno, era stimato e benvoluto da tutti.
Esperto e innovativo agricoltore, coltivatore di tabacco e viticoltore, amante degli animali e dei fiori, fu tra i primi soci fondatori della Cantina sociale di Soave. La passione per il mondo del vino lo spinse poi a dedicarsi interamente alla propria cantina, su cui si fondò la reputazione de La CAPPUCCINA, e a vinificare le proprie uve con l’aiuto del figlio Lorenzo.
Fu tra i primi viticoltori a impiantare i vigneti monocolturali a Garganega con l’impianto a pergola, che sostituì il sistema tradizione di supporto con gelsi e ciliegi.
Una passione che egli trasmise a figli e a nipoti, fino alla 4° generazione, che ancor oggi custodisce un ricordo molto caro della sua amata riserva di Vin Santo e Recioto.
La passione per la viticoltura e l’impegno civile si sono sposati anche alla valorizzazione di talenti e artisti.
Nel 1946 fece da mecenate al pittore montefortiano Alessandro Zenatello, che proprio in quell’anno affrescò le pareti della cappella di famiglia dedicata a San Giovanni Battista (1725) e la villa Buri-Tessari.
Amante della bellezza in tutte le sue espressioni, solerte padre di famiglia, rimase vedovo nel 1940 e non si risposò. In compenso mantenne sempre vivo il sentimento che lo legava al gruppo degli Alpini: ogni anno, la prima domenica di luglio, si recava sul monte Ortigara con figli e nipoti a suggello di un amore per la patria mai sfiorito.
”Padre di famiglia, fu e rimane per i suoi cinque figli e diciotto nipoti un raro esempio di virtù familiari che si alimentano nella fedeltà a Dio e alla Chiesa, nell’onestà del lavoro e della vita” così lo descrisse con poche rapide pennellate il comandante degli Alpini nel giorno del suo funerale solenne, nel 1976, ben consapevole che l’esempio del commendator Attilio Tessari, avrebbe continuato ad illuminare altre vite per tanti anni a venire. Quel giorno, accompagnato da un corteo di persone, dalla banda amatissima e dagli alpini, appena entrato in chiesa venne accolto con un silenzio caldo di commozione e riconoscenza. La stessa che continueremo ad avvertire, come una brezza ispiratrice e foriera di impegno per gli altri, oggi e per sempre in questa azienda.
Elena e Sisto Tessari
